A che cosa servono gli incubi?
09-10-2017
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Paura, confusione e tristezza sono le sensazioni principali che proviamo quando ci svegliamo da un brutto sogno, cioè da quello che è molto spesso definito un incubo. Siamo infatti abituati a chiamare incubi quei sogni che ci spaventano in quanto qui viviamo un conflitto interpersonale, assistiamo o siamo protagonisti di aggressioni fisiche o, ancora, calamità naturali…tutte situazioni di cui non vorremmo mai sentir parlare né vivere in prima persona, nemmeno in sogno!
Così come per i sogni, nel tempo si sono susseguite numerose ricerche e studi per capire quali siano le cause degli incubi ma ad oggi ancora non è emersa una verità univoca. Sono numerosi i fattori che influiscono sull’attività celebrale durante la notte ed anche la loro influenza agisce diversamente da persona a persona, quindi non vi è niente di assolutamente certo. Tuttavia, la maggior parte degli esperti è concorde nel credere che a generare i brutti sogni siano delle situazioni che preoccupano i sognatori nella vita di tutti i giorni, vale a dire delle situazioni di conflitti familiari, di grande stress o ansia. Le tensioni e i pensieri ansiogeni che si hanno e si vivono durante il giorno si rifletterebbero quindi sui sogni, minando la qualità del sonno e creando una sorta di circolo vizioso.
Tuttavia, una notizia positiva circa gli incubi esiste e si rintraccia nella teoria della dottoressa Rosalind Cartwrigh, che è specializzata nei disturbi del sonno ed afferma che i brutti sogni facciano bene alla salute della mente. Secondo l’esperta, la loro finalità sarebbe una sorta di catarsi inconscia, uno sfogo, una liberazione incondizionata delle negatività e delle emozioni che provocano dolore e dispiacere.
A conferma di questa teoria c’è il pensiero dello psicologo Ian Wallace, il quale sostiene che a livello di inconscio creiamo queste brutte situazioni per superare e risolvere problemi che ci affliggono nella vita reale e, sempre inconsciamente, interpretiamo gli incubi come dei messaggi di incitamento per noi stessi, dei messaggi di incoraggiamento per uscire, appunto, dalle difficoltà.
Ecco che imparare ad interpretare questi sogni terrificanti è importante in quanto utile per ripristinare il proprio stato di salute, il proprio benessere, soprattutto se si tratta di incubi da stress post-traumatico, che è la tipologia di incubi che possiamo definire peggiore. Come già detto poco fa, i brutti sogni in età adulta sono influenzati da numerosi fattori e situazioni vissute durante la veglia e chi ha subito dei gravi traumi molto spesso ha delle ripercussioni gravi la notte, perché rivive quel che lo ha terrorizzato e traumatizzato. In questo caso, attraverso dei supporti psicologici, come la tecnica della padronanza del sogno, si può apprendere ad assumere il controllo dell’onirico e a modificare il suo sviluppo, così da dare un epilogo diverso al trauma e superare con maggiore successo il problema. Per esempio chi ha assistito all’incendio della propria casa ed è riuscito a salvarsi potrebbe rivedere tale scena in sogno molteplici volte e l’ossessione potrebbe placarsi se il sognatore, controllando la scena onirica, immagina di spegnere il fuoco.
In questi casi gli incubi fanno bene anche perché mettono in luce un problema che potrebbe non rivelarsi in altre circostanze. Possono definirsi utili quindi, non solo perché aiutano a sfogarsi, ma anche perché consentono di capire di avere un problema, che può essere risolto sempre attraverso gli incubi stessi.

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